L’opera 2012

Il Fanciullino

Libretto di Marco Papeschi, liriche di Giovanni Pascoli e Marco Papeschi, musiche di Stefano Nanni, regia di Leonardo Cammunci, direzione d’orchestra di Marco Papeschi, preparazione coro e voci soliste Monica Petrelli, costumi di Maria Luisa Calò e Tamara Falcone.

Ogni anno Liberenote scrive opere nuove per celebrare qualche evento particolarmente importante dell’anno scolastico in corso. E’ per questo che per il 2012 abbiamo pensato di scrivere su un’opera suGiovanni Pascoli, di cui si celebra il centenario della morte.

Un’opera di teatro musicale destinata ai ragazzi e da loro stessi rappresentata su Pascoli? Ebbene sì, la sfida di scrivere un testo rivolto ai giovani e che questi possano mettere in scena su un palcoscenico di cui sono gli assoluti protagonisti in veste di attori, cantanti, ballerini e musicisti, è stata raccolta da Marco Papeschi, direttore di Liberenote, l’Associazione fiorentina, a cui si deve l’organizzazione dello Stage, che per undici intesi giorni si svolge nel Parco di Migliarino San Rossore e Massaciuccoli (29 agosto/8 settembre 2012) e che darà vita sul palco del Teatro dei Servi di Massa a un piccolo grande miracolo. Un miracolo che si ripete ormai da ventidue anni e che consiste nel riuscire in pochi giorni a mettere in scena, come dei veri professionisti, un’opera del tutto inedita e a loro completamente sconosciuta prima di iniziare lo Stage.

Il Fanciullino è un’opera, che Marco Papeschi ha affrontato con entusiasmo, ma anche con la consapevolezza delle difficoltà che avrebbe incontrato nel far avvicinare i giovani di oggi all’introverso e melanconico poeta romagnolo. Purtroppo per i ragazzi dei nostri giorni la poesia del Pascoli è ancora associata alla fatica di impararne a memoria i versi e questo certo non ha favorito la simpatia verso il poeta. Con quest’opera si è cercato di far avvicinare i ragazzi al vissuto del poeta da cui è scaturita la sua poesia. Grande parte è data, quindi, alla storia personale del Pascoli, fatta purtroppo di molti lutti, di difficoltà economiche, ma anche di piccole gioie e di soddisfazioni professionali, come poeta, studioso, più volte premiato, e come insegnante. Senza fare dell’uccisione del padre l’epicentro del terremoto che ha determinato tutta la poetica del Pascoli, si è cercato di farne emergere il carattere, le abitudini, i rapporti con gli amici, con i colleghi, con il ruvido Carducci e l’elegante D’Annunzio, di cui si può dire che sia l’antitesi. Si è voluto rappresentare il poeta nella sua quotidianità per renderlo meno astratto e più comprensibile ai ragazzi, mettendo in scena quel “fanciullino”, che non è altri se non il poeta che è in tutti noi e che guarda e percepisce ogni particolare della natura con lo stupore di un bambino. Concetti difficili, resi con la leggerezza che si confà a un’opera di teatro musicale per ragazzi