Recitar cantando – Stage di teatro musicale sulla fiaba di tradizione (2° edizione)
Luserna 6 – 16 luglio 2011.
Stage di undici giorni per musicisti e coristi dai 10 ai 17 anni.
2011, tutti parlano dell’unità d’Italia.
OK… va bene… ma quando ho visitato Luserna per la prima volta non riuscivo a pensare ad altro di come, alle volte, diventa irresitibile il fascino dell’appartenenza ad un qualcosa di esclusivo, dove il termine non allude a ricchezze, mode, tendenze o altri frivoli aspetti superficiali dell’esclusività.
Piuttosto si respira e si condivide l’armonia di un ecosistema in cui natura e uomo hanno trovato il loro equilibrio.
La storia di un luogo antico, una lingua che tenacemente vuole ancora dichiararsi viva e importante, non solo per gli anziani che ricordano, ma anche per i bambini che frequentano la scuola materna e, presto, quella elementare.
Protegger un patrimonio culturale non significa obbligatoriamente pensare subito ad un museo, a vetrine immobili in cui reperti senza vita si mostrano e spiegano attraverso didascalie scritte da altri.
Per questo sono rimasto profondamente affascinato nello scoprire, da toscano, la realtà di minoranze linguistiche che fanno della loro storia il presente e preservano le tradizioni proiettandole nella quotidianità, nell’istruzione e nell’orgoglio di un indelebile senso di appartenenza.
Sono felice di mettere il nostro palcoscenico a disposizione di tutto questo.
Il problema più delicato dello Stage è sempre stato quello di capire come interagire con l’habitat che ne accoglie la presenza e il suo ingombrante (siamo tanti) entusiasmo.
Come coinvolgere e motivare la gente e i giovani dei luoghi che ci ospitano perchè possano apprezzare e anche condividere con noi ciò che facciamo?
Da quando lo Stage è approdato in Trentino, ho quasi l’impressione che avvenga il contrario, che la terra stessa che ci ospita ci apra le sue braccia per accoglierci e renderci partecipi della sua storia, e questo conferisce un valore aggiunto davvero importante alla manifestazione, ai giovani che la frequentano e a noi, che anno dopo anno la aspettiamo.
Marco Papeschi